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Testimonianze

Alle donne Firenze, ecco quello che dovete sapere se avete deciso di abortire.

Testimonianza ricevuta in forma anonima, con richiesta di pubblicazione su questo sito

La mia testimonianza riguarda la mia esperienza avvenuta a Firenze 3 anni fa. Non me la sono sentita di condividerla prima di oggi… Più che raccontare la mia storia emotiva, affettiva, ideologica, mi piacerebbe dire alle altre donne quello che nessuno mi ha detto a quel tempo, quello che solo una donna che ha avuto questa esperienza avrebbe potuto dirmi, ma che non sapevo a chi chiedere.

Quando alla fine di tutto sono stata io la prima a condividere questa epopea con le amiche, alcune mi hanno detto in privato che era successo anche a loro. Altre mi hanno allontanata.

Allora care donne di Firenze, ecco quello che dovete sapere se avete deciso di abortire.

Anche a Firenze, la legge italiana si presta ad interpretazioni contrastanti sui compiti degli obiettori, il che mette vari gruppi sociali e ideologici giornalmente in guerra, ma questo ti importa davvero poco se disperatamente combatti contro il tempo. Infatti, in base alla L. 194/1978 in Italia è possibile interrompere la gravidanza entro i primi 90 giorni (12 settimane) di gestazione.

Eppure sarai in balìa di questa lotta ideologica, che tu ne sappia sul tema o meno. Dopo che ho interrotto la mia gravidanza sono uscite fuori come funghi, le mie amiche donne che avevano abortito in silenzio, e anche i miei amici maschi che avevano accompagnato le loro ragazze vivendo esperienze altrettanto tragiche sul piano dei disservizi nel settore ospedaliero (lascio a ognuna e a ognuno i dialoghi con la propria coscienza e col proprio Dio).

Per una donna che vuole abortire è importantissimo sapere dove ottenere subito i documenti legalmente necessari per dare inizio all’interruzione di gravidanza volontaria, poiché per quando la donna si accorge del suo stato potrebbe essere alla sua 6^ settimana come alla 10^, e in Italia la pillola ru486 si può usare entro la 7^, l’intervento si può effettuare entro il 90esimo giorno. L’associazione Vita di Donna ONLUS mi è stata di enorme aiuto per sapere come muovermi: cosa procurarmi e dove. Però non bastava!

Quali sono gli ostacoli che trovano le donne a Firenze?

I medici di famiglia, che non sanno come redarre il documento necessario per avviare l’iter secondo la legge italiana, quello che attesta lo stato di gravidanza e la volontà di interromperla. Senza questo, non si può procedere con la preospedalizzazione. Tutti i medici di famiglia dovrebbero tenere un fac-simile nel cassetto, per sé e per i loro giovani sostituti, ma non succede.

Per scavalcare l’ignoranza del dottore la donna che ha guardato su internet può preparare lei stessa il documento e portarlo al proprio dottore, per cui un fac-simile dovrebbe essere anche sul sito dell’asf Toscana, ma quando è toccato a me quel fac-simile non c’era. Proprio non sapevo come redigere quel cavolo di documento perché avesse valore legale e perché potessi iniziare questo chilometrico iter.

Altre donne hanno incontrato medici di famiglia obiettori, che le reindirizzavano male perché non accettavano la loro decisione. Gli obiettori di Firenze sanno che basterebbe dare a queste donne il nome del consultorio presso il Palagi [ex Istituto Ortopedico Toscano, ora Ospedale Piero Palagi, Ndr], ma dicono loro ‘io non firmo niente, vai al consultorio di quartiere vedrai ti fanno loro il documento’. Al consultorio di quartiere o magari al Careggi, nuovi obiettori facevano perdere altro tempo alle donne, redigendo male il documento o mandandole ora qui ora là (storie raccontate dalle donne mentre eravamo in coda).

Per indagare sulle negligenze sarebbe interessante contattare l’IOT [ex Istituto Ortopedico Toscano, Ospedale Palagi] e richiedere le statistiche di quante donne nei 2 giorni di preospedalizzazione vengono mandate a casa dopo aver fatto la coda tutta la mattina per prenotare l’intervento, perché hanno dei documenti malredatti.

Ho conosciuto donne all’11esima settimana di gravidanza che per due settimane erano state reindirizzate come le palline di un flipper, prima di approdare all’IOT, che purtroppo preospedalizza appena 2 volte alla settimana, su base chi prima arriva prima prenota l’intervento e in bocca al lupo se sei all’11esima.

Non significa solo giorni di ansia e preoccupazione, significa perdere un buon posto sulla lista d’attesa e prendere inutilmente numerosi permessi da lavoro. Parlando con le altre donne abbiamo capito che alcuni obiettori lo fanno apposta, è il loro modo di lottare per affermare le loro idee.

Sarebbe indispensabile divulgare il FAC SIMILE del documento e magari spedirlo come circolare interna a tutti i medici di famiglia, per evitare che l’ignoranza o la malafede dei dottori intralci la vita delle donne che hanno scelto di abortire.

I medici di famiglia obiettori dovrebbero sapere e divulgare il fatto che l’IOT [Ospedale Palagi] è il centro specializzato è più efficiente per le IVG, eppure sembra un grande segreto.

Gli obiettori nei consultori di quartiere, che non si dichiarano obiettori perché non sono obbligati da nessuno, sono il vero problema

Li ho visti mentirmi, dicendomi una volta che avevano già firmato tanti certificati in quel giorno (come se ci fosse un limite legale) o un’altra volta che non potevano ricevermi, perché era necessario prenotare prima al CUP per usufruire del servizio di certificazione al consultorio (informazione falsa).
Io sono andata dal mio dottore e ho ottenunto un certificato sbagliato, dunque sono tornata per due volte in buona fede al consultorio del mio quartiere per uscirne nuovamente a mani vuote. Fossi andata dritta all’IOT [Ospedale Palagi] per ottenere questo stesso documento, me l’avrebbero dato subito, avrei effettuato la preospedalizzazione con 5 giorni di anticipo e conseguentemente l’intervento con 2 o 3 settimane di anticipo, date le ferie di agosto.

Avessi saputo di come funziona in pratica il sistema, dei miei diritti e delle prassi degli obiettori, e fossi andata all’IOT [Ospedale Palagi] fin dal primo giorno il cielo sa quante settimane avrei risparmiato.

Quante sono le donne che nei 2 giorni di preospedalizzazione presentano un certificato redatto nel proprio consultorio di quartiere anziché presso l’IOT? Personalmente sarei curiosa di sapere quante donne l’hanno avuto dal Q2, il mio quartiere.

Ecco cosa avrei voluto sapere, qualche anno fa, mentre ero incinta a Firenze e avevo deciso di interrompere la gravidanza.

  • A Firenze un consultorio non vale l’altro, l’applicazione della L. 194/1978 per l’Interruzione Volontaria di Gravidanza con massima professionalità c’è solo presso il Piero Palagi – Ambulatorio di Chirurgia Ostetrica, 2° piano tel. 055-6937
    L’equipe consultoriale dà alle donne tutte le informazioni necessarie a prendere consapevolmente una decisione per l’eventuale interruzione di gravidanza, prendendole in carico, fornendo loro assistenza, rilasciando la documentazione comprovante la gravidanza (esame ecografico) e, in caso di decisione di interruzione, rilasciando lo specifico certificato per la richiesta di interruzione a norma di legge.
  • Il certificato potrebbe essere rilasciato anche dal medico curante o dal ginecologo di fiducia, se siete fortunate, se non vi mandano chissà dove.
  • La preospedalizzazione è effettuata solo due giorni alla settimana, con logica first arrived, first served: la mattina presto vengono distribuiti i numerini per accettazione come al banco salumi.
  • gli interventi sono effettuati presso la struttura, secondo liste d’attesa
  • Documenti per la preospedalizzazione: è indispensabile presentare un documento d’identità valido, la documentazione comprovante la gravidanza (test urinario e/o ematico eseguito in laboratorio pubblico o privato o il referto di un esame ecografico), certificato di richiesta di interruzione rilasciato dal consultorio ostetrico, dal medico curante o dal ginecologo di fiducia, redatto a norma di legge (all’IOT lo sanno fare per certo).
  • Serve anche, al fine della procedura amministrativa per il ricovero, il libretto sanitario per le cittadine italiane e straniere attestante l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale. Per le donne straniere non iscritte al Ssn ma appartenenti all’Unione europea o a paesi convenzionati, valgono le norme previste dai reciproci accordi e per quelle extracomunitarie non in regola con il visto di soggiorno e prive di risorse economiche, il documento di straniero temporaneamente presente (Stp) che si può ottenere rivolgendosi agli uffici dell’anagrafe territoriale sottoscrivendo la “dichiarazione di indigenza”.
  • Nel corso della preospedalizzazione verrà valutata la documentazione richiesta dalla Legge 194/78 e le condizioni generali di salute. Verranno fornite tutte le informazioni relative all’intervento, verrà compilata la cartella clinica e saranno inoltre eseguiti gli accertamenti necessari. Verrà consegnato infine un questionario relativo allo stato di salute che dovrà essere compilato prima della consulenza anestesiologica.

Altre informazioni:

  • Intervento: In base alla L. 194/1978 in Italia è possibile interrompere la gravidanza entro i primi 90 giorni (12 settimane) di gestazione.
  • Dal 2009 è possibile optare per il metodo farmacologico (mifepristone, conosciuto come RU486) purché entro i primi 49 giorni di gestazione.
  • Assistenza post intervento: le donne che hanno effettuato l’intervento saranno invitate ad una visita post intervento per il necessario controllo ginecologico e per poter essere informate adeguatamente su una corretta tipologia di contraccezione.
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Informazioni su EC

@Ele_Cirant - giornalista pubblicista, bibliotecaria, web content editor, video-maker. Argomenti: diritto alla salute e salute riproduttiva, contrasto alla violenza di genere, studi di genere, cittadinanza attiva

Discussione

Un pensiero su “Alle donne Firenze, ecco quello che dovete sapere se avete deciso di abortire.

  1. L’ha ribloggato su Racconti del corpoe ha commentato:

    <>

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    Pubblicato da EC | 20 maggio 2018, 11:14

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